Un tradimento inaspettato 2 "La vendetta"
Marciotto
L'iniziale sospetto spinse Marcello a cercare la verità a ogni costo. Simulando una finta trasferta di lavoro, posizionò due microcamere nascoste nella loro casa. E proprio dalla sua stanza d'albergo, nel silenzio sordo di una notte infinita, assistette in diretta streaming al tradimento: Cinzia accolse l'amante nel loro appartamento e condivise con lui una notte di sfrenata passione, proprio nel letto matrimoniale. Sullo schermo del laptop le immagini scorrevano implacabili, imprimendosi a fuoco nella sua mente.
La prima reazione di Marcello fu una voragine di dolore, un senso di vuoto che minacciava di paralizzarlo. Ma con il passare delle ore, mentre le prime luci dell'alba filtravano tra le tende dell'hotel, il tormento lasciò il posto a una lucidità gelida. Il dilemma tra un confronto immediato e una ritorsione meditata si sciolse rapidamente: affrontare Cinzia avrebbe significato concederle il controllo della narrazione, offrirle la possibilità di giustificarsi o di piangere. La vendetta, invece, richiedeva metodo, pazienza e una strategia priva di sbavature.
Marcello dedicò le settimane successive a un’accurata attività di ricerca. Sfruttando la sua naturale pignoleria e muovendosi con discrezione tra i profili social, i contatti professionali e la rete d'interazioni di Gabriele, risalì a un dettaglio fondamentale: l'uomo stava per sposarsi. Le nozze con Marisa, la sua fidanzata storica, erano fissate di lì a soli tre mesi.
Continuando a scavare, Marcello individuò il luogo di lavoro della donna: un'agenzia di viaggi nel centro della città. L'obiettivo non era scatenare una scena madornale, ma individuare l'anello debole della catena e posizionare la prima pedina della sua partita.
Un martedì pomeriggio, curando ogni dettaglio del proprio abbigliamento per apparire come un cliente facoltoso e distinto, Marcello varcò la soglia dell'agenzia. Il campanello sopra la porta trillò lievemente. Dietro una scrivania ordinata, una giovane donna alzò lo sguardo con un sorriso professionale.
«Buonasera, posso esserle utile?» chiese lei, indicando la seduta di fronte.
Marcello si accomodò lentamente, mantenendo un contegno calmo e misurato. «Buonasera. Pensavo a qualcosa di unico. Vorrei regalare a mia moglie una seconda luna di miele in Polinesia, ma ho bisogno del suo aiuto per renderla un’esperienza davvero indimenticabile.»
Marisa sorrise, con gli occhi illuminati dall'entusiasmo professionale per una commessa dal budget importante. Fece scorrere una penna tra le dita e sfilò un blocco per gli appunti, iniziando a mostrare le tappe principali degli arcipelaghi.
Mentre la ragazza illustrava resort e atolli, Marcello cominciò a far trapelare piccoli dettagli personali, modulando la voce con calibrata vulnerabilità. Raccontò di un matrimonio lungo, delle fisiologiche crepe del tempo, fino ad aprirsi in una confessione sottile e inaspettata: rivelò il tradimento subito da Cinzia e la sofferta scelta di perdonarla per ricostruire il loro rapporto.
Marisa rimase colpita dall'eleganza di quell'uomo e dalla sua apparente nobiltà d'animo. Lo osservò con rispetto prima di lasciarsi sfuggire un pensiero spontaneo: «La sua è una grande prova di forza, signor Marcello. In tutta onestà, non so se io sarei in grado di perdonare un inganno del genere.»
Marcello incassò quelle parole con un cenno impercettibile del capo, registrando la risposta come la conferma teorica che andava cercando. Poco dopo guardò l'orologio, simulando un impegno imprevisto.
«Chiedo scusa, Marisa, ma ho un appuntamento di lavoro e devo lasciarla. Le do carta bianca per l'itinerario: mi fido del suo gusto. Ci aggiorniamo tra un paio di giorni.»
Quarantotto ore più tardi, puntuale, arrivò la telefonata. Marisa annunciò con orgoglio che il preventivo e l'itinerario dettagliato erano pronti. Marcello, cogliendo l'occasione al balzo, adoperò la scusa di una giornata lavorativa particolarmente densa: «Purtroppo oggi sono bloccato nel mio studio e non riesco a muovermi. Le dispiacerebbe portarmi i documenti di persona? Sarei felice di sdebitarmi offrendole il pranzo.»
L'inappuntabile signorilità di Marcello, unita all'entità di una trattativa che avrebbe garantito all'agenzia un'ottima provvigione, dissipò ogni esitazione. Marisa accettò l'invito senza sospetti, ignorando di essere appena uscita dalla tana del lupo per entrare direttamente nella sua gabbia.
Poco dopo, sulla porta dello studio di Marcello, il campanello suonò con un tocco discreto. Era Marisa, puntualissima, con una cartellina elegante sotto il braccio contenente i preventivi per la Polinesia.
Marcello le andò incontro con un sorriso impeccabile, la giacca ben tagliata e la solita aura di composta eleganza. «Marisa, che piacere. La ringrazio ancora per essere venuta fin qui. Spero che il tragitto non le abbia creato troppi disagi.»
«Assolutamente no, signor Marcello. È un piacere,» rispose lei, guardandosi intorno con una certa curiosità. Lo studio era arredato con gusto sobrio e raffinato, e l'atmosfera era intima e tranquilla.
«Si accomodi pure qui al tavolo,» disse lui indicando un piccolo salottino nell'angolo della stanza, dove aveva già fatto allestire un pranzo leggero e raffinato ordinato dal miglior catering del centro. «Prima i doveri o prima il piacere? Direi di dare un'occhiata all'itinerario mentre degustiamo qualcosa.»
Durante il pranzo, Marisa illustrò nei dettagli il viaggio: atolli incontaminati, bungalow sul mare, cene a lume di candela. Parlando di romanticismo e di "seconde lune di miele", il discorso inevitabilmente scivolò di nuovo sulle confidenze della volta precedente.
«Sa, guardando questi posti,» disse Marisa a un certo punto, con un pizzico di timidezza, «penso a quanto sia fortunata sua moglie. Non tutti gli uomini avrebbero la grandezza d'animo di ricucire un rapporto dopo... quello che mi ha raccontato. Io e il mio fidanzato ci sposeremo tra tre mesi, e non riesco nemmeno a immaginare come ci si possa sentire di fronte a un tradimento.»
Marcello la fissò negli occhi per un istante di troppo, mantenendo un’espressione d'infinita comprensione. «La fiducia è un cristallo delicato, Marisa. Quando si rompe, ricomporre i pezzi richiede una dedizione assoluta. Ma mi creda... la verità trova sempre il modo di venire a galla.»
Fece una breve pausa, lasciando che quelle parole fluttuassero nell'aria, poi cambiò tono con naturalezza disarmante. «A proposito di suo marito... Gabriele, giusto?»
Marisa rimase sorpresa per un attimo: non ricordava di avergli mai detto il nome del promesso sposo. «Sì... Gabriele. Come fa a saperlo?»
«Il mondo è sorprendentemente piccolo, Marisa,» rispose Marcello, alzandosi con calma per prendere la sua valigetta appoggiata alla scrivania. «Lavora nel settore commerciale, vero?»
«Sì...» balbettò la ragazza, cominciando ad avvertire un'impercettibile nota di disagio di fronte alla fredda precisione con cui quell'uomo conosceva i dettagli della sua vita.
«Vede,» continuò Marcello, riavvicinandosi al tavolo senza mai staccare lo sguardo da lei, «io le ho raccontato di mia moglie. Ma non le ho ancora mostrato quanto possa essere crudele la realtà quando la fiducia viene tradita da chi amiamo di più.»
Estrasse dalla valigetta un tablet e lo appoggiò sul tavolo, proprio di fronte a Marisa. Con un gesto lento e deliberato, toccò lo schermo avviando un filmato.
«Che cos'è?» chiese Marisa, con la voce che cominciava a tremarle.
«Questo è il motivo per cui lei è qui oggi,» disse Marcello con una voce priva di qualsiasi emozione. «Guardi.»
Sullo schermo comparvero le immagini nitide e ad alta definizione registrate dalle microcamere: la camera da letto di Marcello, Cinzia tra le braccia di un uomo. E quando il volto dell'amante si girò chiaramente verso l'obiettivo, i lineamenti di Gabriele risultarono inequivocabili.
Il colore scomparve all'istante dal viso di Marisa. La ragazza portò una mano alla bocca, con gli occhi sgranati dal terrore e dall'incredulità mentre il suo mondo perfetto crollava in un secondo, pezzo dopo pezzo, davanti a uno sconosciuto.
Subito dopo, la rabbia prese il sopravvento. Marisa esplose contro il suo futuro marito: «Bastardo pezzo di merda! Con me fai il geloso e ti scopi una vecchia puttana!». Poi, un istante dopo, si voltò mortificata verso Marcello per scusarsi, ma lui la interruppe con tono freddo: «È la verità, è una puttana».
Ciò che Marcello non si aspettava, però, fu la reazione successiva della ragazza. «Marcello, vuoi essere un uomo o un semplice cornuto?» gli chiese Marisa con furia.
Marcello balbettò: «Che vuoi dire...?»
E lei, pronta: «A corna si risponde con corna... vuoi scoparmi?».
A Marcello non parve vero: non avrebbe mai potuto immaginare una vendetta migliore. Marisa gli si avvicinò con fare felino. Gli tolse la giacca e la camicia, iniziando a leccargli i capezzoli; poi, scendendo pian piano verso la cintura, gliela sfibbiò velocemente. Gli abbassò i pantaloni e gli slip e prese in bocca il suo membro oramai eretto. Marcello le afferrò la testa, dettandole il ritmo dei movimenti.
A quel punto, Marcello prese in mano la situazione: fece sollevare Marisa, le alzò la gonna, le spostò gli slip e la posizionò a novanta gradi sulla scrivania. Dopo averne leccato abbondantemente la vagina e l'ano, la penetrò con vigore. La rabbia di entrambi si trasformò in pura passione e, dopo che Marisa ebbe raggiunto un duplice orgasmo, Marcello le eiaculò sulla schiena tutto il suo seme.
Terminato il rapporto, alla passione e alla rabbia subentrò in Marisa la vergogna per ciò che aveva fatto. Marcello cercò di rincuorarla, rimanendo in attesa di capire come avrebbero affrontato la situazione e quali sarebbero stati i passi successivi della loro vendetta...
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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